domenica 19 novembre 2017

La Comunicazione nonviolenta di Marshall B. Rosenberg[1]

La Comunicazione Nonviolenta (CNV) si basa su abilità di linguaggio e di comunicazione che rafforzano la nostra capacità di rimanere umani anche in condizioni difficili.
La CNV ci guida nel ripensare il modo in cui esprimiamo noi stessi ed ascoltiamo gli altri. Le nostre reazioni diventano risposte coscienti, basate sulla consapevolezza di ciò che percepiamo, ciò che sentiamo e ciò che vogliamo. 
Siamo indotti ad esprimere noi stessi con onestà e chiarezza, e allo stesso tempo prestiamo agli altri un’attenzione empatica e rispettosa.
Quando ci esprimiamo con questa modalità semplice e al contempo straordinaria, sostituiamo i vecchi modi automatici di risposta e i vecchi schemi di difesa o attacco di fronte alla critica e al giudizio, e possiamo percepire noi stessi e gli alti sotto un’altra luce.



[1] Marshall Rosenberg è uno psicologo americano che ha sviluppato negli ultimi trenta anni la Comunicazione Nonviolenta (CNV). Egli propone la CNV, intesa come modalità comunicativa, in ambito formativo, in ambito genitoriale e familiare, e in ambito aziendale. Rosenberg ha proposto CNV in alcuni dei luoghi più “caldi” della terra, dove le guerre, la violenza, e le divisioni tra le persone hanno concorso a creare un clima violento e di odio tra le persone. 
Quando qualcuno ti ascolta davvero senza giudicarti, senza cercare di prendersi la responsabilità per te, senza cercare di plasmarti, ti senti tremendamente bene… 
Quando sei stato ascoltato ed udito, sei in grado di percepire il tuo mondo in modo nuovo... 
E’ sorprendente il modo in cui problemi che sembravano insolubili diventano risolvibili quando qualcuno ascolta…
Quando si viene ascoltati, situazioni che sembravano irrimediabili si trasformano in ruscelli che scorrono relativamente limpidi. (Carl Rogers)


Estratto dal libro di Marshall B. Rosenberg  “Le parole sono finestre (oppure muri)


venerdì 11 novembre 2016


LA RISPOSTA E' NEL CORPO DI DAVID I. ROME
"La risposta è nel corpo" è il titolo di un libro da poco pubblicato in Italia in cui viene proposto un tipo di integrazione assai interessante tra il focusing e la meditazione. 
L'autore David I. Rome, insegnante e scrittore, ed esperto di entrambe le pratiche, ha sviluppato nel tempo un modello che prende il nome di mindful focusing.

Nel libro oltre a un'introduzione di questo modello, vengono proposti alcuni esercizi pratici per poter da subito, mentre si approfondiscono i temi del libro, sperimentare e imparare il processo della focalizzazione e per poter cogliere e apprezzare il felt sense e con esso tutta la creatività e le nuove informazioni che potrebbe portare con sè.
Per l'autore "i felt sense si trovano in una zona sottile e quasi irriconoscibile dell'esperienza interiore, una sorte di zona di confine tra il conscio e l'inconscio...questo livello dell'esperienza si trova al di sotto della consapevolezza quotidiana di oggetti, pensieri, emozioni e credenze...è una forma embrionale di consapevolezza in cui "corpo" e "mente" non sono separati..,".

Un libro che arricchisce la bibliografia sul Focusing in italiano che potete leggere nella pagina Focusing del blog



venerdì 8 gennaio 2016


Daniel Siegel e Mary Hartzell 
“Errori da non ripetere: come la conoscenza della propria storia aiuta a essere genitori” (Parenting from the inside out) 

INTRODUZIONE 
Il significato che diamo alle nostre esperienze infantili ha un profondo effetto sul nostro modo di essere genitori. Una maggiore conoscenza e comprensione di noi stessi e della nostra storia può aiutarci a costruire relazioni più efficaci e soddisfacenti con i nostri figli, alimentando la nostra capacità di generare uno stato di benessere emotivo e di sicurezza che li aiuti a crescere in maniera ottimale. 
Lo sviluppo in un bambino di un attaccamento sicuro verso i genitori è strettamente correlato alla capacità di quest'ultimi di comprendere le loro esperienze infantili. 

Le esperienze dei primi anni di vita non determinano il nostro destino: se abbiamo avuto un'infanzia problematica, ma riusciamo a capire il senso di quelle difficili esperienze, non per forza dobbiamo ricreare interazioni negative analoghe con i nostri bambini. In assenza di una simile comprensione della nostra storia, tenderemo a riprodurre automaticamente modelli negativi di interazioni familiari, che così si trasmettono di generazione in generazione. Aiutare i genitori a capire il senso della loro storia presente e passata, facilita la comprensione di quanto le esperienze passate possano continuare ad influenzare la loro vita e l'atteggiamento versi di propri figli. 
Diventare genitori è una grande opportunità di crescere come individui, perchè si ritorna, con un ruolo diverso, all'interno di una relazione genitori-figlio....

venerdì 30 ottobre 2015

ELEMENTI DEL COUNSELING BREVE
  • LIMITATO NEL TEMPO E FOCALIZZATO SULLA SITUAZIONE
  • LE RISORSE NON UTILIZZATE (aiutare le persone ad individuare e usare le loro risorse e i punti di forza, sviluppare le potenzialità)
  • GLI OBIETTIVI (realistici, raggiungibili, e co-creati insieme)
  • BASATO SULL'AZIONE
  • SOCIALMENTE INTERATTIVO (sostegno sociale, famiglia, amici, colleghi, pari
  • ORIENTATO AL DETTAGLIO (concretezza, specificità)
  • ORIENTATO ALLO HUMOUR (piacere, amore, sentirsi vivi)
  • ATTENTO AL PROCESSO EVOLUTIVO (fasi di sviluppo, bisogni: affetto/appartenenza, potere, libertà, piacere),
  • BASATO SULLA RELAZIONE (calore, genuinità, empatia, ascolto autentico).


domenica 11 ottobre 2015

LIFE SKILLS
Per l'OMS (Organizzazione mondiale della sanità), con il concetto di life skills si intendono "tutte quelle abilità e competenze che è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana". 


Le life skills possono essere innumerevoli e possono cambiare a seconda del contesto socio-culturale in cui vengono considerate, tuttavia l'OMS ha definito un nucleo fondamentale di abilità che possono rappresentare il fulcro di ogni programma relativo alla prevenzione, al benessere delle persone, al miglioramento delle relazioni interpersonali:

  • Decision making (prendere decisioni in modo consapevole)
  • Problem solving (affrontare e risolvere i problemi in modo costruttivo)
  • Creatività (trovare soluzioni e idee originali)
  • Senso critico (analizzare e valutare le situazioni)
  • Comunicazione efficace (esprimersi in modo efficace sia a livello verbale che non verbale)
  • Skills per le relazioni interpersonali (mettersi in relazione in modo positivo con gli altri)
  • Autocoscienza (conoscere se stessi)
  • Empatia (comprendere e ascoltare l'altro)
  • Gestione delle emozioni (riconoscere e regolare le proprie emozioni)
  • Gestione dello stress (conoscere e regolare le fonti di tensione)


domenica 27 settembre 2015


Una bambina di 6 anni sognò di dire alla nonna; "Nonna, riesco a diventare invisibile". "Non dire sciocchezze, bambina!", rispondeva la nonna, "Nessuno può farlo". 
A quel punto, la bambina si svegliò, si mise seduta sul letto, si guardò intorno nella stanza buia, si sdraiò ancora e si riaddormentò. 
Come succede talvolta, rientrò nello stesso sogno, nel punto in cui la nonna del sogno guardava la bambina e diceva: "Cielo, piccola, come hai fatto?" 
(dal libro “Il mondo dei sogni” di Marie-Louise Von Franz).